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Colori, ambienti, cibi, quali connessioni?

Aggiornamento: 4 apr 2022


"L'importanza di STARE in casa?" Che cosa significa? STARE /stà·re/ significa percepire e comprende le nostre emozioni, il nostro corpo, i nostri pensieri, la nostra casa, nascono spontanee delle domande, che ognuno di noi dovrebbe cominciare a porsi... Come ci sentiamo nella nostra casa? Ci sentiamo bene proprio in ogni stanza? Come mai quell'ambiente stona con tutto il resto?

Perché sai, da come noi trattiamo ogni spazio della casa, comprendiamo come trattiamo determinate aree di noi stessi, il vano porta con se un significato ben preciso, conoscerlo significa conoscere se stessi.


Una casa movimentata.

Immagine di Katie Fontana

Partiamo da un presupposto le case cambiano, così come le stagioni ma i bisogni primordiali, quelli che sono al primo posto nella scala dei bisogni di un individuo, quelli no, non cambiano, sono universali, senza tempo. Se ci addentriamo in una casa, incontriamo l'altrio, che è un pò come il nostro cordone ombelicale, entrando in un'abitazione cominciamo ad addentrarci in uno spazio di intimità della persona che lo abita.

Con Luca D'Agostini, nutrizionista biologo, parliamo di cucina, di colore in cucina e della grande e forse non casuale similitudine che troviamo nei nostri cibi.

Ma prima di addentrarci nel “mondo nutrizione”, vorrei parlare ancora di questo ambiente, del significato di questo vano tanto caro a tutti noi, perché fonte inesauribile di ricordi e di stimoli sensoriali. Il verbo cucinare viene dal latino coquere ed indica tanto il cucinare quanto il cuocere, ma rinvia anche ad altri significati più inquietanti come bruciare, digerire, fondere, tormentare. La cottura trasforma, rielabora, scompone, e ricompone la materia: come sede del fuoco domestico la cucina è quindi dall'inizio dei tempi, un laboratorio, uno spazio magico designato per garantire la sopravvivenza del gruppo famigliare. Che sia essa una piccola o grande cucina, richiama ovunque gli stessi gesti così come gli stessi strumenti.


Quale colore in cucina?

Immagine via Moove Design

E allora quali sono i colori che possiamo utilizzare in questo spazio così creativo ma al tempo stesso di creazione? I colori prediletti in cucina sono il giallo e il turchese o luce gialla che favorisce il processo

digestivo e assimilativo. Così colori terreni che vanno alla ricerca delle nostre radici come l'ocra, il terracotta, l'arancio, il senape, il marrone chiaro creano un ambiente attivante e accogliente, adatto proprio al valore del vano. Il grigio é un colore neutro per eccellenza che può essere utilizzato in cucina ma se i complementi sono un po' vivaci, come la cucina blu e i pensili gialli.

Non solo pareti ma anche alimenti

Immagine di Wrightkitchen

Luca D'Agostini nutrizionista biologo, ospite lunedì 20 settembre alle ore 21.00 ad #homesweethome in diretta su Instagram, ci racconta come la Cromoterapia utilizzi diverse tecniche che si avvalgono degli effetti benefici e rinforzanti dei colori per il riequilibrio del nostro sistema psicofisico.

In questa visione i colori dei cibi possono contribuire allo scopo.

Studi moderni hanno scoperto che i pigmenti che colorano frutta e verdura, non hanno solo una funzione visiva, ma producono anche effetti benefici per tutto l’organismo. Si distinguono 5 diverse “categorie cromatiche” che corrispondono alla presenza di determinate molecole all’interno dell’alimento, di cui in questo articolo ne menzioniamo solo due.

Rosso: tutte le verdure e la frutta di colore rosso svolgono azioni protettive nei confronti del cuore, rafforzano la memoria e proteggono le vie urinarie. Stiamo quindi parlando di pomodori, peperoni, ciliegie, fragole, angurie, ribes, lamponi, ecc.

Ad esempio, il pomodoro contiene il licopene, un antiossidante che aiuta a prevenire alcune forme tumorali e aiuta a ridurre le infiammazioni cardiovascolari.


Giallo-arancio: Albicocche, pesche, carote, peperoni, mais, melone, ananas, ecc. tutti questi alimenti rinforzano gli occhi, il cuore e in generale tutto il sistema immunitario, grazie anche alla presenza della vitamina C e vitamina A. Il caratteristico colore è legato soprattutto alla presenza di beta-carotene che l’organismo converte in vitamina A, preziosa per la formazione di ormoni e per mantenere una buona vista.


Anche il nostro umore influenza la scelta del colore

Quando siamo stressati tendiamo a privilegiare cibi dai colori freddi, come il verde e il viola, mentre se siamo un po’ giù di morale sceglieremo alimenti dai colori accesi come il giallo e il rosso.

L’industria alimentare conosce bene questi meccanismi e quindi cerca di commercializzare cibi con tonalità di colore attraenti. Come ricordano gli esperti della European Food Safety Authority (EFSA), esistono numerosi coloranti alimentati aggiunti ai cibi nel corso dei processi di lavorazione per diverse ragioni, che puntano a soddisfare in particolare la vista: compensare perdite di colore dovute all’esposizione dell’alimento a luce, aria, umidità e variazioni di temperatura; “migliorare” i colori naturali; colorare un alimento normalmente privo di colore o per modificare il colore originale.


Lunedì 20 Settembre alle ore 21.00 in diretta su Instagram al salottino di #homesweethome parleremo con Luca D'Agostini di colore, cucina e nutrizione.

Non mancate, intanto potete trovarlo qui

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